gli asinelli e gli indignati

Gli asinelli e gli indignados
30 settembre 2011 | Autore: Alberto Medici
Volentieri ricevo e pubblico la storiella della vendita degli asini,
utile a spiegare come l’economia moderna abbia operato, grazie alla
complicità di chi doveva sorvegliare e non l’ha fatto, contro gli
interessi della gente. Prima di passare alla lettura della storiella,
vorrei sollecitare la vostra curiosità con un semplice ragionamento.
Supponete esista una famiglia indebitata, ma così indebitata, che
tutti i componenti della famiglia devono lavorare solo per pagare il
debito. Anzi, nonostante tutti i loro sforzi, non riescono a ridurre il
debito; a malapena pagano gli interessi sul debito che hanno contratto.
E adesso supponete che il capofamglia, oltretutto contro la volontà dei
membri della famiglia, decida di lanciarsi in spese folli, investimenti
che nessuno vuole, ricorrendo ad ulteriori prestiti. Cosa direste di
questo capo famiglia? Che è un pazzo, o un incosciente, o perlomeno un
po’ scemotto o sprovveduto.
Ora poniamoci questa domanda: i nostri politici sono pazzi,
incoscienti, sprovveduti, o un po’ scemotti? Io non credo proprio.
Buona lettura.
Un uomo in giacca e cravatta comparve un giorno in un villaggio.
In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che

avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli fosse offerto.I contadini erano effettivamente un po’ sorpresi, ma il prezzo era alto, molti accettarono e tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua. L’uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tantissime persone gli vendettero i propri animali.Il giorno seguente, offrì 300 € a quei pochi che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio.Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio. Il giorno dopo, affidò al suo socio il gregge di asini che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l’ordine di vendere le bestie a 400 € l’una.Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 € la settimana successiva, tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quel prezzo anche se molto più alto di quanto avevano ricavato alla precedente vendita e, per far ciò, si indebitarono con la banca. Come era prevedibile, i due uomini d’affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli.Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il corso dell’asino era crollato. Gli animali furono pignorati ed affittati a caro prezzo ai loro stessi proprietari dal banchiere. Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune. Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore).Eppure quest’ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio né quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti. Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l’aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia.Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità … Venne innalzata l’età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate. Sindaci e banchieri dicevano che ciò era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini.Questa triste storia diventa ancora più istruttiva quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte dei proprietari di asini. Noi li chiamiamo fratelli MERCATO. Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente.Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio.E voi, cosa fareste al posto loro? Che cosa farete? Se questa storia vi ricorda qualcosa, ritroviamoci tutti nelle strade delle nostre città e dei nostri villaggi Sabato 15 ottobre 2011 (Giornata internazionale degli INDIGNATI) … e fate circolare questa storiella….

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Discussione su YouTube – Franco Califano – Nun me portà a casa

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Josh Groban – You Are Loved (Don’t Give Up)

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solidarietà

L’Airc (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro) 
torna in piazza
con le arance della salute.

arance-iniziativesociali
(foto: la Repubblica.it)

Sabato 30 gennaio : in duemila piazze italiane
per la ricerca sul cancro
.

Quasi mezzo milione di reticelle di arance rosse ‘invaderanno’ sabato duemila piazze italiane, per raccogliere fondi a favore dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc) e finanziare i migliori studi contro i tumori

All’iniziativa partecipa anche Gambero Rosso con un libretto di ricette
distribuito insieme alle arance. L’arancia rossa come testimonial del
mangiar sano, perché è un agrume ricco di antocianine cioè potenti
antiossidanti in grado di favorire la salute del Dna perché contrastano
la produzione di radicali liberi.

La campagna, arrivata alla sua ventunesima edizione è sostenuta da 16 anni dalla Regione Sicilia.
"Una sana alimentazione tiene lontane molte malattie" ha spiegato Igor
Cassina, ginnasta e oro olimpico di Atene 2004 e testimonial di Airc,
che ha anche sottolineato l’importanza dello sport e dell’attività
fisica nella prevenzione di molte patologie.

arance

"..prendila sul serio (la vita)
ma sul serio a tal punto
che a settant’anni pianterai un ulivo
non perchè resti ai tuoi figli,
ma perchè tu possa continuare a progettare la vita.."

  contadino-ulivo

 

 

preso dal blog di simona_77rm

 
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PASSERA’

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Haiti, Meter denuncia gruppo Facebook “Crepate terremotati”

 


«Non
perdere questa grande occasione, a prezzi stracciati, di sembrare una
brava e ricca persona! Adotta anche tu un bimbo haitiano morto»

È l’invito lanciato in un gruppo del social network Facebook dal nome «Haiti? Crepate luridi terremotati»,
scoperto dai volontari dell’Associazione Meter di don Fortunato Di
Noto, che l’hanno segnalato alla Polizia Postale e delle
Telecomunicazioni di Catania.

La Polizia Postale ha avviato
indagini. Don Di Noto definisce le parole «incredibili». «Mi chiedo –
afferma il sacerdote – possono essere gabellate come ironia? Semmai è
sciacallaggio».

Il sacerdote riporta anche altre frasi su Facebook che definisce incredibili. «La tremenda tragedia – è scritto su Facebook – che
ha colpito Haiti ha per noi, ricchi occidentali, risvolti
straordinariamente positivi: il crollo, nei costi d’adozione, dei
bambini morti.

Un
bambino vivo costa, si sveglia piangente di notte, defeca e urina
quando più gli aggrada, vuole giocattoli, e poi devi persino dargli da
mangiare! Ma con un bambino morto è tutta un’altra musica! Dorme
sempre, non mangia, non ha stupide e noiose pretese».

solo disgusto e pietà x questo gruppo….. mi fermo qui!

 

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NO AL RAZZISMO

LA VERITA’

                                    La verità è sempre quella.

la cattiveria degli uomini

che ti abbassa

e ti costruisce un santuario di odio

dietro la porta socchiusa ,

Ma l’amore della povera gente

brilla più di una qualsiasi filosofia .

Un povero da tutto

e non ti rinfaccia

mai la tua vigliaccheria .

Alda Merini

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